performances

My work on performance art is assessed in two contexts and artistic elements. The first on regarding the personal improvisation, where I use my body in relation to some objects that of the co-participation and interaction of the public in the action that I undertaking. My artistic research leads me to work with different objects trying to use them in unusual ways in order to show the models and social habits in which we are immersed. Some performances are related to the manipulation of objects created with poor material and installed in a specific context. These objects are “activated” by me or the public in order to recreate a ritual path linked to an animistic attitude. In other performances, instead, I explore texts and fairy tales (White Snow, Little Red Riding Hood, Hansel and Gretel) focusing on the main objects and physically working on universal themes related to the collective symbolic unconscious.
In these actions I provoke the viewer into a critical reflection and judgment on the social customs, habits, beliefs and ideas of the models that society offers us.
In each performance I try to involve the rational, the emotional and the physical part in search of a common space: communication; the purpose is to share information in order to create a relationship and an exchange.

When I figure out the audience involvement I usually use Dialogical art, where the language (written and spoken) becomes the fulcrum of the sculpture and the action. My artistic form is based on personal “contribution”, everyone collaborates giving something of themselves: a word, an object, a speech, a gesture, a movement to develop a meaning that takes singular shape through a performance, a sculpture-installation. Here the audience involvement is more strong why I use my body as a canvas where the audience may be able to express himself.

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Le performances che propongo comprendono due atteggiamenti artistici: quello dell’improvvisazione personale e quello della co-partecipazione del pubblico nell’azione che intraprendo. Spesso i due atteggiamenti si fondono, ma solitamente nel primo caso (performance individuale) vi è più un’impronta personale dove propongo dei temi. In queste azioni provoco lo spettatore a una riflessione e giudizio critico sui costumi sociali, le abitudini, le credenze e le idee dei modelli che la società ci offre. In ogni performance cerco di coinvolgere la parte razionale, quella emozionale e quella fisica alla ricerca di uno spazio comune: la comunicazione; lo scopo è quello di condividere le informazioni al fine di creare una relazione e uno scambio.

L’arte dialogica (dialogical art) dove il linguaggio (scritto e parlato) diventano il fulcro della scultura e dell’azione. La mia forma artistica si basa sul “contributo” personale, ognuno collabora donando qualcosa di sé: una parola, un oggetto, un discorso, un gesto, un movimento per sviluppare un significato che prende forma attraverso una performance, una scultura-installazione.

Nei lavori personali cerco sempre di coinvolgere il pubblico di modo che vi sia interazione e a volte che usi il mio corpo e l’ambiente come tela, come uno spazio-luogo sul quale sperimentare ed esprimere un proprio significato.

La mia ricerca artistica mi porta a lavorare con diversi oggetti cercando di utilizzarli in modi inusuali allo scopo di mostrare i modelli e le abitudini sociali in cui siamo immersi. Alcune performances sono legate alla manipolazione di oggetti creati con materiale povero e installate in un determinato contesto. Questi oggetti vengono “attivati” da me o/e dal pubblico al fine di ricreare un percorso rituale legato ad un atteggiamento animistico. In altre, invece, esploro dei testi e le fiabe (Bianca Neve, Cappuccetto Rosso, Hansel e Gretel) concentrandomi su degli oggetti principali e lavorando fisicamente su temi universali legati all’inconscio simbolico collettivo.